
"...la mattina quando vi levate dal letto, o stando a letto, estendevi il saponetto pel viso in su la faccia, poi quando sarete vestita, con una imboccata d'acqua bagnerete un drappo, e con quel ne laverete la faccia a poco a poco insaponando fin che tutto si lavarà...e la faccia resterà lucente, che questo saponetta la netta e mangia le panne, le lentiggini e se la donna ha la pelle grassa tengalo un'ora...e serà ben fatto". Sono le indicazioni e gli usi di un "saponetto pel viso" fatto con tre libbre di sapone tenero di buon olio, una quarta di zuccaro candi, una di borace, e un quarto di una quarta di canfora. Vale a dire quasi un chilo di sapone molle mescolato accuratamente con 200 grammi di zucchero candido, 200 grammi di borace e tre once di canfora; il tutto veniva emulsionato con succo di radice di giglio bianco. Un discreto "latte di pulizia" che serviva a "conservar la faccia" inventato tre secoli or sono da una nobildonna veneziana di nome Isabella Cortese autrice di una celebre raccolta di "Secreti cosmetici" che costituì per almeno un secolo una sorta di best seller dei manuali dedicati alla cura della persona. Un libro che tenne banco nelle librerie, e forse anche nelle spezierie, dal 1561 - data della prima edizione a noi nota (I Secreti de la Signora Isabella Cortese) - al 1677, vantando il successo di almeno 15 edizioni diverse.
A quei tempi non si amava molto, si sa, l'uso del sapone e anche questo ricettario lo manifesta palesemente, tuttavia la nostra Signora, che aveva una naturale propensione per le "debolezze" del bel mondo, insisteva nel cimentarsi ad insegnare alle signore del suo rango a farsi pomate ed empiastri per liberarsi da quelle fastidiose e sconvenienti impurezze della loro pelle.L'uso degli impacchi da applicare sul viso con lo scopo di "nettar la pelle" da volgari inestetismi era poi molto frequente fin dai tempi più antichi. Si trattava di vere e proprie maschere di pulizia, o "mute", come venivano definite, fatte per lo più con farine vegetali, farine di tuberi ad alto contenuto di saponine, impastate con argilla, chiara d'uovo, gomma arabica, colla di pesce e miele. Si tenevano sul viso per alcune ore o per una intera notte a seconda dei casi.Quando si limitavano all'impiego delle farine vegetali, del miele o dell'olio di mandorle, queste "mute" per certi aspetti non si discostavano molto dalle moderne maschere di pulizia, ma diventavano un vero e proprio supplizio quando, con la promessa di far la pelle bianca come l'avorio, proponevano intrugli di uova e farina di senape da tener sul viso "fin tanto che la pelle potrà soffrire" per poi togliere il tutto con un singolare tonico-detergente come l'urina.
C'è un'erba, in ogni caso, che sembra essersi resa utile a tale scopo fin dai tempi più antichi: il suo nome è Arctium Lappa, in altre parole quella sorta di cespuglio a foglie larghe e provvisto di numerose caratteristiche infruttescenze ricoperte di squame uncinate che si appiccicano ai vestiti, nota a tutti con il nome di "bardana". Uno dei più antichi erbari miniati del Medioevo, a cui è stato attribuito il nome di Herbarium Apulaei, la raffigura in tutta la grandezza delle sue foglie e la celebra quale rimedio utile contro un numero infinito di malattie compresi quei "vulnera omnia" che causavano gli inestetismi cutanei.Non erano certo fantasie miracolistiche se consideriamo - alla luce delle recenti scoperte farmacognostiche - che la bardana contiene, in tutte le sue parti, un principio di natura lattonica definito arctina che sembra esercitare un'azione batteriostatica di notevole efficacia. Questo principio attivo fa della bardana - in particolare della sua radice - un efficace rimedio contro la foruncolosi, l'acne e le piodermiti in genere. Il trattamento è prevalentemente per uso topico sotto forma di creme, lozioni e detergenti a base di estratti di bardana, ma può essere anche per uso interno mediante l'assunzione di un semplicissimo decotto fatto con la sua radice essiccata.

TRATTAMENTO ANTIACNE ALLA BARDANA
Estratto di bardana g 10
Estratto di ginepro g 5
Estratto di timo g 5
In soluzione fisiologica e agente gelificante qb ml 50
Per il trattamento topico dell'acne
TONICO PURIFICANTE DEL VISO ALLA BARDANA
Estratto di bardana g 10
Estratto di timo g 5
Estratto di calendula g 5
Soluzione fisiologica qb ml 100
Da applicare sul viso, come impacco purificante, dopo la pulizia serale.
CREMA PURIFICANTE DEL VISO ALLA BARDANA
Estratto di bardana g 5
Estratto di calendula g 2
Estratto di propoli g 1
In emulsione cremosa non ionica qb ml 50
Da applicare sul viso dopo la pulizia.





